Quam Nascimur Ante / Prima della Nascita

23 maggio – 7 giugno 2014

Installazione “Quam Nascimur Ante / Prima della Nascita” nella mostra collettiva “De Rerum Natura”, a cura di Sarah Palermo.

Cascina Farsetti, villa Doria Pamphilj, via Leone XIII, 75 – Roma

Enti promotori: Roma Capitale, associazione culturale Art in Lodge.

De Rerum Natura è un’indagine panoramica dedicata alla celebrazione del poema di Lucrezio che si identifica nell’arte luminosa, concettuale ed elegante degli artisti presenti in mostra. L’esposizione si presenta come un’indagine sul particolare rapporto che intercorre tra arte e natura nelle sue infinite manifestazioni.

Opere di: Tommaso Franchi, Fabrizio Loiacono, Emiliano Manari, Enrico Nicolò, Francesco Petrone, Florindo Rilli.

video intervista ZTL TV

OPAC SBN – catalogo “Quam Nascimur Ante / Prima della Nascita”

Silenziose presenze
Testo critico di Sarah Palermo
“Nelle crisalidi, corpi esanimi di Tommaso Franchi, la verità si rivela per mostrare ciò che ribolle silenzioso e immobile nel giaciglio della psiche.
Nonostante i visi non si facciano vedere si avverte il peso dei corpi che giacciono stanchi a terra, demistificano la realtà, emergono dal profondo, vestiti ma nudi nella sostanza, spogliati dal loro costume sociale dell’apparenza e del buon senso, dormono raccontandosi, mostrando una severa verità onirica e rovesciando l’estetica del bello in un’urgenza espressiva più cruda e prorompente per manifestare la condizione originaria da cui veniamo e verso cui siamo destinati. L’uomo viandante senza speranza né potere, giace steso, inerme, condannato alla sua assente atarassia in un sonno pacato ed appagante in cui i corpi si rivelano distanti seppur vivano in un’apparente simbiosi che tradisce l’impossibilità di comunicazione e di condivisione.
Nella loro lacerata complessità le figure primarie sognanti, capaci di esprimere un’umanità disperata ed esausta di sopravvissuto, dormono rifugiate dalla vita fervida e vivace, scrutate e studiate dall’animo dell’artista nella loro psiche alla ricerca delle pulsioni più profonde fisiche e spirituali, nascoste dentro quei corpi di stracci e anima dal linguaggio graffiante ed angosciato che richiede un senso di calda partecipazione emotiva. Gesti e corpi che radono al suolo le possibili forme segnate da una vita ebbra, dove corre abitualmente la memoria che riporta indietro tutto ciò che è stato rimosso e seppellito. Un’operazione nella materia del profondo oltre quella onirica, mediatrice della forma adeguata, riprodotta senza variazioni e modulazioni in una visione pura ed angosciosa.
I corpi di Franchi, nel loro serrato dialogo, rappresentano l’essenza dell’immagine umana come in uno specchio senza riflessi, restano un modello ripetuto, riprodotto in un modulo fedele che ingabbia l’artista e la sua ricerca desiderosa di nuove indagini ed introspezioni. Franchi invita a riflettere su un percorso in cui vita e arte si mescolano in una visione totale e biunivoca – da protagonista e da spettatore – capaci di affrontare noi stessi dinanzi ad un mondo che ci somiglia.”