a cura di Tower Gallery di Diego Costantini
presentazione di Enrico Mascelloni
Inaugurazione: venerdì 8 febbraio 2019 ore 15.00
Conclusione: lunedì 11 febbraio 2019 (XXVII Giornata Mondiale del Malato)
18 aprile 2019: presentazione del video La CONSOLAZIONE di Auro e Celso Ceccobelli presso il Centro DCA Palazzo Francisci USL Umbria 1, Todi
Tempio di Santa Maria della Consolazione, Todi
Tower Gallery di Diego Costantini, viale Abdon Menecali, 4 – Todi
Patrocinio:
“La Consolazione” Ente Tuderte di Assistenza e Beneficenza (E.T.A.B.)
Comune di Todi
The Marignoli di Montecorona Foundation
Il progetto nasce dall’idea del gallerista e antiquario Diego Costantini di portare l’arte negli spazi aperti della città di Todi, con un’azione che arricchisca i luoghi di significati unici e inattesi. L’incontro tra Diego Costantini e l’artista Tommaso Franchi ha permesso il concretizzarsi di tale visione con la realizzazione del primo evento di febbraio 2019.
Il progetto finale prevede che, in occasione della XXVIII Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio 2020) e nei giorni immediatamente precedenti, il campo di fronte al Tempio di Santa Maria della Consolazione a Todi sia popolato dalla presenza fisica, dal forte impatto visivo, di due lunghe corsie di letti, per un totale di quaranta giacigli. Come letti da ospedale o, meglio, da campo ricorderanno ai visitatori presenti, attraverso un’immagine immediatamente riconoscibile, la condizione di chi ha bisogno delle nostre cure e delle nostre attenzioni.
Alcuni letti ospiteranno dei corpi, non visibili, nascosti sotto le coperte, desiderosi di protezione e riparo. In altri i corpi saranno legati da funi, segno materiale dei vincoli fisici ed esistenziali causati dalla malattia e dalla sofferenza, che limitano il movimento, ma soprattutto la nostra autonomia. Altri letti saranno invece vuoti, appena abbandonati per una nuova vita dopo la guarigione oppure appena riordinati, in attesa di prendersi cura del prossimo malato o anche solo per un momento di quiete, di sonno e di riposo.
Un’anticipazione del progetto conclusivo è già avvenuta in occasione della XXVII Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio 2019) con l’installazione dei primi sei letti di fronte al Tempio di Santa Maria della Consolazione. In questa circostanza sul prato antistante alla chiesa sono state riportate, attraverso delle strisce di lenzuola, le tracce dei futuri ulteriori trentaquattro letti.
Un video di questo primo evento è stato realizzato da Auro e Celso Ceccobelli e presentato il 18 aprile 2019 presso il Centro DCA Palazzo Francisci, assieme a una nuova installazione dei primi sei letti, ospitati per l’occasione nel giardino del palazzo.
In ognuno degli eventi la solennità del Tempio, con la sua maestosa presenza, ricorda ai visitatori quella disposizione alla “Consolazione” reciproca che costantemente abbiamo la necessità di rinnovare. Un’esortazione collegata anche alla memoria storica del luogo e a quell’Ospizio dei pellegrini e degli infermi sorto nel sito sotto la direzione degli stessi monaci che curavano la custodia del Tempio.
I partecipanti vivono così, contemporaneamente, una duplice esperienza: quella storica, collegata al Tempio della Consolazione e alla memoria del luogo, e quella presente, legata all’attualità e alla riflessione sul significato della ricorrenza e sulla condizione dei malati. Quest’ultima esperienza avviene anche tramite la scoperta delle silenziose trasformazioni in atto nelle corsie di letti disposte sul prato di fronte alla chiesa. I visitatori si trovano così coinvolti in una riflessione sulla vita, la cura e la fragilità della nostra condizione umana e naturale.
Nelle stesse giornate, presso la Tower Gallery, all’interno della Torre Caetani – antica porta d’ingresso medievale alla città di Todi – un’altra installazione, con opere di dimensioni minime, i “Lettini”, anima una realtà immaginaria in cui la cura, il riposo, l’immobilità e la vita sono osservati come da lontano, con la prospettiva di un naturalista che studi dei minuscoli esseri guidati dai nostri stessi desideri e inquietudini.
Nei pressi della Tower Gallery il garage-laboratorio in cui sono stati realizzati i primi sei letti è destinato a esporre i disegni realizzati per la progettazione dell’opera.
Scrive Enrico Mascelloni:
«La visione di un capolavoro di armonia e misura sovrana come la bramantesca Consolazione di Todi potrebbe esser curativa ben più di tante medicine. Però la malattia è terribile, il dolore annienta ogni contemplazione e in sua presenza la visione diventa allucinazione, disgregando lo spazio e dilatando il tempo fino a odiarlo. Tommaso Franchi lo sa e il rapporto tra la sua teoria di letti, dunque luoghi del dolore e della malattia che lo provoca, e l’assoluto estetico in cui vengono collocati, dunque la bellezza nel suo luogo di massimo equilibrio, è all’insegna di un’organizzata e potente drammaturgia. I letti contengono a volte corpi, tanto più drammatizzati quanto impersonali, perché individuati dal semplice rigonfiamento delle coperte; altre volte i letti sono vuoti e forse è questa la più terrea ma anche la più sublimata visualizzazione del dolore e della malattia: il vuoto dialoga con la morte, con la scomparsa, ma anche con la vita appena riconquistata, con la vita che gode dell’imponente chiesa in cui si è forse appena rifugiata per godere anche del suo luminoso interno; in altri casi i letti verranno legati a delle funi e qui il linguaggio dell’artista si fa più indiretto, dandosi come metafora delle limitazioni provocate dalla malattia, ma anche da quelle dei “sani temporanei”, che vivono nel terremotato equilibrio di una quotidianità troppo piena di doveri.
L’installazione di Franchi sarà un vero work in progress, con una prima tranche di soli 6 letti nel primo appuntamento del prossimo febbraio ma con la traccia degli ulteriori 34 che seguiranno a un anno di distanza, quando la si potrà definire completa. Tuttavia, in uno dei bozzetti in cui Franchi esemplifica la sua installazione, i letti, partendo dalla porta centrale della Consolazione, si dispongono in perfetta prospettiva allargata verso i margini del foglio, cioè in direzione della vicinissima Torre Caetani in cui l’organizzatore dell’evento, Diego Costantini, ha ricreato in un nuovo spazio un’ormai lunga attività di eclettico gallerista. La stessa teoria di letti, ma ora in miniatura, si misurerà con altri tempi e altri luoghi dell’estetica: terrecotte d’epoca Tang, busti neoclassici, nervose sculture di Leoncillo. Come dire?: sublimare il dolore e la malattia senza mai dimenticarla. E al contempo sarà l’inferno della malattia a rendere nuovamente intenso e vero, scardinandone l’inerzia turistica, uno dei più bei luoghi del mondo.»